Molta gente ancora non
ha capito cosa si nasconde dietro al traffico di cuccioli dall’Est
europeo, ovvero dei cuccioli commercializzati dalla stragrande
maggioranza dei negozi e dei cosiddetti “puppy mills”, ovvero
sedicenti allevamenti che si pubblicizzano con frasi come “Dieci (o
venti, trenta…) bellissime razze! Spedizioni in tutta Italia, isole
comprese!”…come se i cuccioli fossero armadietti per la cucina.
Ma che c’è di sbagliato, in fondo, in questi cuccioletti di provenienza
ungherese o rumena, che appaiono tanto carini e che (secondo la vox
populi, perché la realtà è un po’ diversa) costano meno di un cane di
allevamento?
Forse i cani di allevamento sono un po’ più belli…ma se non si è
intenzionati a fare esposizioni, cosa importa se un’orecchia è un po’
più lunga, o se il pelo è un po’ meno soffice?
Altra obiezione “classica”: ma andiamo,il cucciolo è un cucciolo, punto
e basta! Cosa sono tutti questi problemi? La cosa più logica da fare
quando si decide per l’acquisto è andare a cercare il posto: a) più
comodo, b) più economico.
Partiamo allora da quest’ultimo punto, chiarendo subito che i cuccioli
dell’Est non sono mai “a buon prezzo” come potrebbe sembrare a prima
vista.
Infatti quel (poco) che si risparmia all’atto dell’acquisto verrà
vanificato dalle spese veterinarie sostenute per rimettere in sesto un
cane quasi sempre malato, spesso gravemente.
Ma è proprio vero che
i cuccioli dell’Est sono quasi sempre malati?
Purtroppo sì, è vero. Ed è vero perché sono allevati “a basso costo”.
Ma questo non significa assolutamente che ci si sforza di venire
incontro al cliente per fargli spendere meno!
Significa invece che:
a) i cuccioli
nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perché i
test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi
non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia
dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori
sono affetti non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in
un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati) a più non posso. E i
cuccioli ereditano queste malattie; b) le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei
mesi, senza alcun tempo di ripresa: non sono accudite amorevolmente dopo
il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena
di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da
madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli; c) per le madri si usa cibo a sua volta a basso costo, e quindi
di bassa qualità, che debilita ancora di più le cagne. I cuccioli
vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualità – e poi
impacchettati e spediti, perché tenerli più a lungo comporterebbe un
costo aggiuntivo che i “cagnari” si guardano bene dal sostenere; d) i cuccioli vengono “impacchettati e spediti” intorno ai 30-35
giorni di età, perché a 40 giorni (età in cui risultano più “appetibili”
per il cliente) devono già essere in vetrina. Questo significa che non
possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare
prima dei 50 giorni perché non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora
in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età, il sistema
immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi i
cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus,
i batteri che possono incontrare sul loro cammino; e) i cuccioli, per arrivare in Italia dall’Ungheria o dagli altri
Paesi sedi dei canifici, viaggiano per almeno due giorni (debilitati e
senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento,
stivati come galline in gabbiette non igienizzate che hanno visto
passare altre migliaia di cuccioli…con i risultati che si possono
facilmente intuire.
Perché, allora, i
commercianti acquistano i cani dell’Est?
Perché gli allevatori di qualità, che selezionano con cura e amano i
loro cuccioli come se fossero loro figli, ben difficilmente vendono ai
negozi: infatti gli allevatori di qualità selezionano anche i clienti.
Vogliono conoscerli, sapere chi sono, seguirli lungo tutto il cammino
della vita del cucciolo. Questo non sarebbe possibile se i cuccioli
venissero consegnati a un rivenditore.
In Italia, ovviamente, non ci sono solo allevatori di qualità
(magari!)…ed esistono anche allevatori che rivendono ai negozi: ma il
loro prezzo non è mai inferiore ai 250-300 euro.
I cani dell’Est costano circa 50 euro…e i conti sono presto fatti.
All’importatore-grossista, così come al rivenditore finale, non importa
se qualche cucciolo muore e/o qualcun altro dev’essere sostituito: il
risparmio è tale che possono mettere in conto un 50% di decessi senza
che questo renda meno remunerativo l’affare…e infatti la percentuale di
cuccioli dell’Est che non sopravvive all’importazione si aggira proprio
intorno al 50%. Alcuni muoiono durante il viaggio…molti, purtroppo,
nelle case dei nuovi proprietari.
Eppure i cuccioli in
vetrina sembrano sempre in ottima forma! Come possono essere tutti
malati?
Purtroppo possono, eccome.
Solo che, appena sbarcati in negozio, vengono immediatamente riempiti di
gammaglobuline (e talvolta anche di eccitanti) per “mascherare” la
situazione reale, che si manifesta sempre e solo dopo la vendita.
I cuccioli dell’Est
vengono venduti solo in negozio?
No, purtroppo: anche molti sedicenti allevatori sono in realtà degli
importatori.
In generale, tutte le strutture che garantiscono la “pronta consegna” di
qualsiasi razza di cane sono altamente sospettabili.
Un altro mezzo di diffusione molto noto (e – cosa vergognosa! –
addirittura promosso, recentemente, dal Tg5) sono le cosiddette “Fiere
del cucciolo”, “Cucciolandie” e affini.
Se un cucciolo muore
dopo pochi giorni dall’acquisto, non si dovrebbe avere diritto a un
risarcimento?
Certo, la legge lo prevederebbe…ma i negozianti mettono – ovviamente –
le mani avanti per tutelarsi.
Ecco alcuni tipici segni di fregatura in arrivo: a) richiesta di denaro contante e rifiuto di assegni, bancomat,
carta di credito; b) richiesta di firmare una “garanzia” che, se letta
attentamente, conterrà sempre assurdità quali la durata di 24-48 ore
(pazzesco! Il tempo di incubazione delle più comuni malattie virali è di
quindici giorni!), il divieto di far visitare il cucciolo da veterinario
diverso da quello suggerito dal negoziante (sembra incredibile, ma
abbiamo visto anche questa!) e/o altre postille varie che di fatto
sollevano il venditore da qualsiasi responsabilità; c) la mancata consegna di scontrino fiscale per quanto riguarda
il cucciolo: sullo scontrino troverete solo le voci relative al cibo,
alle ciotole ecc.
Se un cliente la mette
proprio giù dura, il negoziante solitamente sostituisce il cucciolo con
un altro (sempre dell’Est, ovviamente!): sappiamo di un caso in cui è
morto ANCHE il secondo cucciolo, per di più in una famiglia in cui era
presente un bambino…e si può immaginare la sua felicità in tutto questo.
Comunque, in alcuni casi, è ancora possibile intentare una causa ed
essere risarciti (anche se si è firmato un contratto-capestro).
Non intendiamo, da queste pagine, dare ulteriori armi ai negozianti
disonesti e spiegare loro come difendersi meglio: quindi, se volete
saperne di più, scrivete all’indirizzo della redazione o mandate una
e-mail a canidellest@tipresentoilcane.com.
Vi metteremo in contatto con l’avvocato Simona Mosconi, che dopo essere
stata a sua volta vittima di questo losco traffico (il suo west highland
è vissuto solo dieci giorni) è riuscita a far sequestrare i cuccioli
dell’Est venduti da un grande pet-shop di Milano ed è ancora sulla
breccia, insieme alla nostra rivista, per proseguire questa battaglia.
Tutti i cani dell’Est
europeo sono cuccioli di scarto?
Ovviamente no! Questo traffico riguarda solo i cosiddetti “canifici”,
ovvero gli allevamenti “a basso costo” in cui si producono cuccioli
badando solo alla quantità e non alla qualità.
In Ungheria, Romania e altri Paesi europei esistono anche ottimi
allevamenti, che producono ottimi cuccioli…e NON li vendono ai negozi
italiani, così come non lo fanno, per i motivi già visti, i migliori
allevatori di casa nostra.
Quando si parla di “cuccioli dell’Est” ci si riferisce sempre e solo ai
canifici: è importante (e corretto!) specificare che all’Est non ci sono
solo canifici, ma è ancor più importante ricordare che i cuccioli che
vengono importati e rivenduti da negozi e fiere sono SOLO ED
ESCLUSIVAMENTE cuccioli di scarto.
Se il negoziante vi parla di cuccioli “figli di campioni ungheresi”,
nove volte su dieci vi sta truffando! Chiedetegli la dimostrazione
pratica di quanto sta affermando…e vedrete che succede.
Perché nessuno fa
nulla per fermare questo traffico?
La risposta è davvero molto triste: perché E’ TUTTO LEGALE. Cagnari, canifici e negozi si pubblicizzano impunemente dalle
pagine di quotidiani, riviste e perfino riviste specializzate (per
quanto ne sappiamo, “Ti presento il cane” è al momento l’UNICA rivista
che rifiuta la pubblicità di importatori e rivenditori di cuccioli
dell’Est), perché la legge italiana non si interessa del problema; i
media non si interessano del problema; nessuno se ne interessa finché
magari non acquista un cucciolo per i suoi bambini e il cucciolo muore.
E’ perfettamente legale importare cuccioli, purché in regola con le
vaccinazioni: ma i libretti si falsificano senza problema, basta un
veterinario complice.
E’ perfettamente legale (ed è VERGOGNOSO che lo sia) esporre i cuccioli
in vetrina, a rotazione, così se uno solo di essi fosse malato è
garantito che impesta anche tutti quelli che arriveranno dopo di lui (ma
intanto ci sono la gammaglobuline!).
E’ perfettamente legale, sempre con la complicità di un veterinario,
“dopare” letteralmente i cuccioli per farli sembrare vispi e allegri:
basta che il veterinario dichiari che avevano bisogno della
somministrazione di quei tali farmaci.
Purtroppo sì, è proprio così: i veterinari complici non solo esistono,
ma sono anche numerosissimi.
E l’Ordine dei Veterinari, invece di cercarli uno ad uno e di radiarli
ignominiosamente, si preoccupa di punire chi cerca di offrire un
servizio sociale…come sta accadendo alla Mutua veterinaria di Torino, di
cui parleremo nel prossimo numero.
Di cani dell’Est ho tentato personalmente di parlare ai media
(innumerevoli e-mail, fax e lettere spedite a Maurizio Costanzo,
Striscia la Notizia e altri): non ho mai avuto nessuna risposta.
Stessa sorte per molte altre persone che conosco, dall’animalista
sfegatato al semplice cinofilo a cui è morto il cucciolo tra le braccia.
Certo, in questo traffico sono implicate troppe realtà: negozi,
allevatori, veterinari, lo stesso ENCI (che voltura i pedigree ungheresi
senza fiatare, dando ai cani dell’Est – o almeno a quelli sopravissuti -
un pedigree italiano e la possibilità di riprodursi)…e ovviamente lo
Stato italiano, che permette le importazioni senza sufficienti
accertamenti.
Andare a mettere il dito nella piaga rischia di sollevare un vespaio non
indifferente…e forse per questo, TUTTO TACE.
Tutti i negozi
vendono sempre e solo cani dell’Est?
No, non tutti: anche se purtroppo si tratta della stragrande
maggioranza.
Però ci sono anche negozianti-allevatori che vendono i propri cuccioli,
talora di ottimo livello.
Come faccio a capire
se il negoziante vuole vendermi un cucciolo-truffa?
E’ molto semplice. Basta: a) chiedere la provenienza esatta del cucciolo e farsela mettere
per iscritto.
Ricordiamo che i venditori senza scrupoli cercheranno sempre di far leva
sui nostri sentimenti, facendoci sentire addirittura dei disgraziati se
facciamo domande precise: ma come? L'amore per il cane non viene prima
di ogni altra cosa?
Che ci importa della provenienza, dell'età, del pedigree e di tutte
queste sciocchezze?
ATTENZIONE: il gioco è vecchio e sporco...e funziona a meraviglia da
anni. Ma è ora di finirla.
Se il venditore accenna a motivazione sentimentali per sviare le nostre
domande, rispondiamogli gentilmente che poiché il cucciolo non ci viene
regalato, ma dobbiamo pagare per averlo, siamo "costretti" a tutelarci e
a chiedere precise garanzie come avviene per qualsiasi compravendita.
Quindi restiamo fermi nelle nostre richieste, e se non vengono
accontentate andiamocene senza accettare compromessi.
Di musetti dolci come quello a cui potremmo rinunciare è pieno il mondo:
di truffatori, per fortuna, no. b) richiedere una garanzia sanitaria (sempre scritta!) di almeno
venti giorni. Se il cucciolo fosse in buona salute e regolarmente
vaccinato, il negoziante non rischierebbe nulla, fornendola.
Se non vuole farlo, è perché ha la coscienza sporca.
Come ci si può
tutelare?
Innanzitutto nel modo più semplice: non comprando cuccioli in negozio né
alla fiere, e non comprando cuccioli da nessun sedicente “allevamento”
che venda cuccioli di oltre dieci razze.
Allevare è un lavoro impegnativo, difficile, che richiede amore e
pazienza: è già difficile farlo con una-due razze. Con dieci è
impossibile.
Chi alleva troppo alleva sicuramente male: può essere un “cagnaro
nostrano” o un importatore, ma in ogni caso non vi darà molte garanzie
di salute, bellezza e carattere. Quindi, meglio evitare in ogni caso.
Se volete un cane a basso costo, se non vi interessa farlo riprodurre,
se non vi importa nulla di esposizioni o prove di lavoro…i canili sono
ZEPPI di cani di ogni età, sesso, forma e colore che aspettano solo una
famiglia.
Perché cercare proprio il cane di razza?
La risposta più classica è : “Perché mi piace esteticamente. E poi
perché da un cane di razza so esattamente cosa aspettarmi: so quanto
sarà grande, che tipo di pelo avrà, che carattere avrà!”.
Be’…con i cani dell’Est questo non è MAI vero. Il vostro cucciolo, da
adulto, somiglierà – questo sì – alla razza di cui vi eravate
innamorati…ma non sarà un BEL rappresentante di quella razza e
soprattutto non avrà mai un carattere corrispondente a quello descritto
dallo Standard di razza. Un po’ perché, dove non c’è selezione, non ci
sono neppure risultati (né morfologici, né caratteriali): un po’ perché
il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da TUTTI i cuccioli
dell’Est causano immancabilmente problemi di carattere.
Tra i cani dell’Est ho già incontrato personalmente Labrador, husky e
golden mordaci, rottweiler timidissimi, beagle inavvicinabili dai
bambini e così via.
Se nessuno comprasse
più i cuccioli dell’Est, quei poverini che fine farebbero?
Questa domanda sembra assai più sensata di quanto non sia…perché in
realtà non dovremmo preoccuparci di “salvare dei cuccioli”.
Se nessuno comprasse più cani dell’Est, i negozianti smetterebbero di
rifornirsi dagli importatori. Se gli importatori non comprassero più
cuccioli, gli allevatori smetterebbero di produrli e si dedicherebbero
ad altro.
I cuccioli non vengono al mondo da soli: se nessuno potesse più godere
del business a loro legato, si smetterebbe semplicemente di far nascere
dei poveri infelici.
Per quanto riguarda quelli già presenti, occorrerebbe SUBITO una legge
severa sulle importazioni (legge che NESSUNO sta richiedendo con
sufficiente forza: neppure le associazioni animaliste): a questo punto
dovrebbe partire una bella indagine sui cuccioli già presenti in Italia.
Quelli in perfette condizioni potrebbero essere commercializzati…mentre
gli verrebbero sequestrati, affidati a canili sanitari e poi dati in
adozione (ma gratuitamente, dopo essere stati curati).
Non so se una legge seria ci sarà mai: noi ci proviamo…ma visto come il
Governo ha affrontato il problema dei “cani pericolosi”, ho seri dubbi
su quello che potrebbe inventare per arginare il traffico dei cani
dell’Est.
Quindi, al momento, le uniche cose da fare per contrastare questo
traffico sono due: a) NON COMPRARE cuccioli nati in un canificio: b) INFORMARE più persone possibile: parenti, amici…e pure nemici,
perché troppa gente ancora NON SA. Ed è così che questo traffico
prospera: sull’ignoranza del pubblico…e sulla pelle dei cuccioli.
E’ possibile che un
negoziante sia in buona fede, e non sappia cosa si nasconde dietro a
questo traffico?
Per quella che è la mia personale esperienza, NO. Non è possibile.
Semplicemente perché non è possibile che il negoziante consideri
“normale” una percentuale di cuccioli malati e/o morti come quella che
riguarda i cani dell’Est.
Tutti i commercianti che finora sono stati messi alle strette, anche se
al cliente avevano fatto credere di essere degli ignari angioletti, alla
fin fine sono risultati perfettamente consapevoli.
E’ dura farglielo ammettere (è stata dura anche per la Guardia di
Finanza, nei casi che ha trattato)…ma finora la realtà pare essere
sempre e solo questa: negozianti e cagnari sanno benissimo quello che
fanno.
ALCUNE CONSEGUENZE DELLA TRATTA DALL'EST
- recrudescenza della
diffusione di malattie che erano ormai praticamente SCOMPARSE dal
panorama cinofilo italiano, come cimurro e parvovirosi. I cani dell'Est,
debilitati e malnutriti, rappresentano un prezioso serbatoio per questi
virus che sono tornati ad appestare le nostre città, diffondendosi a
macchia l'olio con gravi conseguenze per TUTTI i cani italiani;
- estrema difficoltà di
controllo delle malattie genetiche (displasia dell'anca e del gomito,
patologie oculari, patologie cardiache ecc).
Quasi tutti i Club di razza si stanno dando un gran daffare per
monitorare e selezionare la popolazione canina, escludendo dalla
riproduzione i cani portatori di tare: mentre i cani dell'Est sono quasi
immancabilmente affetti da tare genetiche, perché su di loro non esiste
NESSUN controllo.
Quando arrivano in Italia e l'ENCI - senza alcun controllo - concede
loro un pedigree italiano, questi cani vengono quasi immancabilmente
messi in riproduzione dai loro proprietari, a cui fa piacere avere una
cucciolata (anche perché persistono dicerie infondate come quella
secondo cui la cagna "deve" partorire almeno una volta nella vita) e che
ovviamente non hanno idea del danno che possono causare alla razza.
La maggior parte delle persone non sa neppure cos'è il controllo delle
malattie genetiche: e non capisce che, se è giusto che il mondo sia dei
belli e anche dei meno belli...non è giusto che sia anche dei cani
malati, almeno quando si avrebbero i mezzi per evitarlo;
- un'infinità di persone
letteralmente truffate e di bambini disperati perché il cucciolo tanto
sognato gli è morto tra le braccia dopo pochi giorni;
- sensibile danno per
l'allevamento italiano di qualità, che pur affrontando spese ed impegni
di grande rilevanza rischia di non vendere i propri cuccioli (sani e
tipici).
Perché? Ma perché è considerato "troppo caro"!
Commercianti e cagnari, in realtà, riescono a vendere il cucciolo a
qualche centinaio di euro in meno: intanto ci stra-guadagnano lo stesso.
Così gli allevatori seri, per stare almeno nelle spese, devono
effettivamente vendere i cuccioli a un prezzo più alto di quello che
potrebbero tenere se fossero solo loro a coprire la richiesta nazionale.
Infatti, vendendo di più, potrebbero produrre "un po' di più" :
certamente non con i ritmi dei canifici, che oltre ai cuccioli stressano
anche le cagne facendole coprire ad ogni calore...ma una cucciolata in
più all'anno potrebbero pensare di farla.
E producendo di più e avendo un mercato su cui contare potrebbero
abbassare leggermente i prezzi.
In questo modo ci sarebbe anche una maggior produzione di qualità su cui
contare e tra cui scegliere i migliori riproduttori, per elevare sempre
più il livello della nostra cinofilia.
Mentre oggi capita che allevatori serissimi e coscienziosissimi non
abbiano prenotazioni , mentre i cuccioli della stessa razza provenienti
dall'Est arrivano letteralmente a carrettate, vanno in vetrina e vengono
venduti a ritmi vertiginosi.
CONCLUDENDO:
Se possibile, evitate
l’acquisto del cucciolo a Natale: ai vostri bambini regalate una foto
della razza che avete scelto, con scritto “Buono per l’arrivo di un
meraviglioso cucciolo, non appena l’allevatore sarà pronto per
consegnarcelo”.
Ma se proprio DOVETE acquistare il cucciolo sotto le feste, se pensate
di non poter sopravvivere un mese in più, se siete assolutamente sicuri
che questi siano gli UNICI giorni adatti…allora, vi prego, non comprate
cani dell’Est. Per nessun motivo al mondo, qualsiasi favola vi
raccontino o provino a raccontarvi.
E se invece avete capito le mie parole, e avete creduto a quella che è
semplicemente la verità…parlatene anche con i vostri amici, parenti,
conoscenti. Fotocopiate queste pagine e fate opera di volantinaggio.
Spargete la voce più che potete. Perché laddove la legge non arriva a
tutelare i cuccioli, forse il passaparola più farlo.
(nb: i
prezzi sono stati revisionati all'anno 2007)
MILLE
CINQUECENTO EURO PER UN CUCCIOLO?!ma è un furto!!
Chi non ha
mai sentito dire questa frase (o chi non l'ha mai detta/pensata
in prima persona) scagli la prima pietra.
Eppure,
quando si parla di cuccioli di qualità, queste cifre non
dovrebbero far inorridire nessuno.
Il fatto è che la gente normale non sa che cosa effettivamente
"si paga" in un cucciolo, né quali sono i costi reali che un
allevatore deve sostenere.
Qui trovate un primo elenco dei fattori che contribuiscono a
formare il prezzo del cucciolo:
1 - Si
paga la selezione.
Testare il carattere dei riproduttori e soprattutto la loro
salute, ovvero effettuare radiografie per il controllo della
displasia ed altre indagini (come le visite oculistiche) per
accertare che siano esenti da malattie ereditarie ha un costo.
Fare esposizioni (magari in tutto il mondo) per sottoporre i
propri riproduttori al giudizio degli esperti ha un (alto)
costo.
2 - Si
paga una parte di "rimborso"
per le spese effettivamente sostenute per allevare una
cucciolata DOC, che non sono poche e che comprendono:
a) spese
mediche per tenere sotto controllo la fattrice durante la
gravidanza, per intervenire con eventuale cesareo se il parto
non avviene naturalmente, per far controllare nuovamente la
fattrice e i cuccioli nei giorni successivi al parto;
b) spese di mangime da svezzamento di alta qualità per i
cuccioli, spese per il successivo mangime specifico per "puppy"
(sempre di alta qualità), spese relative a vaccinazioni,
sverminazioni, tatuaggi.
Queste spese di mantenimento vengono sostenute dall'allevatore
fino a due mesi e mezzo/tre mesi, perché il buon allevatore, che
vuole darvi un cucciolo DOC, difficilmente lo cederà prima di
questa data: sia perché il cucciolo fino a questa età ha ancora
bisogno "psicologico" di vivere con madre e fratelli - imparerà
le basi della socializzazione, cosa che ci risparmierà possibili
problemi di carattere in futuro - sia perché alcuni difetti non
sono assolutamente riscontrabili in un cucciolo più giovane.
c) spese relative all'iscrizione dei cuccioli ai libri
genealogici.
3 - Si
paga l'effettiva bellezza
(anche se
sarebbe più corretto dire la "promessa" di effettiva bellezza)
del cucciolo.
Un allevamento serio non vi venderà mai a prezzo intero un
cucciolo con dentatura imperfetta, o che porta male la coda: ma
produrlo, allevarlo e mantenerlo gli è costato tanto come gli
altri.
Quindi, in generale, la spesa che sosterrete per il cucciolo DOC
comprende (in parte) anche i "rischi di allevamento" consistenti
in cuccioli imperfetti che un allevatore serio non può e non
vuole vendere (i cagnari sì!), ma che di solito dà in
affidamento a titolo gratuito o con un forte sconto.
Ecco i motivi per cui l'allevatore serio, coscienzioso, che fa
selezione e dà certe garanzie non potrà MAI tenere gli stessi
prezzi di chi produce cuccioli "a caso", e tantomeno di chi
compra e rivende cani dal prezzo di base bassissimo, come i
cuccioli che provengono dai "canifici" dell'Est.
I CONTI EURO PER EURO
Partiamo dal fatto che io abbia tre cani in età da riproduzione:
anche se di solito un allevatore NON ha solo tre cani, perché ci
sono anche i giovani (che ancora non portano alcun vantaggio
economico) e soprattutto i "pensionati", ovvero i vecchietti che
non riproducono più.
Che vuoi farne? Buttarli in mezzo a una strada?
Io non ci penso proprio, perché sono un allevatore che ama i
propri cani.
Quindi me li tengo, e loro mangiano proprio come gli altri (e mi
costano più degli altri in spese veterinarie, perché i
vecchietti qualche acciacchino ce l'hanno sempre).
Comunque, per semplificare le cose diciamo che ho solo tre cani
da riproduzione, e buttiamo giù due cifre:
1 - i cani
non mi sono piovuti dal cielo: li ho acquistati. Il prezzo di un
cane adulto parte dai 2000 euro e arriva…alle stelle. Se li
avessi acquistati cuccioli li avrei pagati circa 1500 euro
l'uno, ma li avrei anche dovuti mantenere per almeno due anni, e
la spesa più o meno si equivarrebbe.
2 -
certamente non uso un cane in riproduzione se prima non ho fatto
le lastre per la displasia e il controllo delle altre malattie
genetiche. I controlli variano da razza a razza, ma diciamo che
la media è di due controlli (displasia anca e gomito, oppure
displasia e malattie oculari, o ancora displasia ed ecodoppler).
Minimo sono 500 euro a cane.
3 - i cani
mangiano, vero? Diciamo che uso un mangime da 25 euro al sacco?
(non è vero, quello che uso in realtà ne costa 50, ma diciamo
che sono un allevatore un po' meno fissato e che ne uso uno più
economico). Un sacco da quindici chili, con tre cani, mi dura
venti giorni. Fanno circa 450 euro all'anno.
4 - I miei
tre cani avranno almeno un problemino di salute all'anno (magari
fosse solo uno!)?
Tre visite veterinarie, anche con un dottore che lavora quasi a
prezzo di costo, sono 150 euro all'anno.
5 - I
vaccini glieli vogliamo fare, sì? 90 euro ogni anno.
6 - La
prevenzione contro la filaria la facciamo? E il collare per
prevenire le punture di flebotomi, contro la leishmaniosi,
glielo vogliamo mettere? 45 euro i collari, 60 euro la
prevenzione antifilaria (ogni anno).
7- che i
miei cani sono belli e tipici, e che saranno in grado di
riprodurre cuccioli belli e tipici, non posso raccontartelo e
basta: te lo devo dimostrare.
Quindi li porterò in esposizione.
Se sono proprio "tirato" girerò solo in Italia, ma se ci tengo a
mostrare il valore dei miei cani andrò anche all'estero. Allora:
da 25 a 50 euro per ogni iscrizione, spese di viaggi, soggiorni,
tempo perso eccetera…non quantificabili. Smarronamento, ancor
meno quantificabile.
8 - se la
mia razza è sottoposta a prova di lavoro, per iscrivere il cane
in classe Lavoro (l'unica in cui potrò avere il CAC) devo
prendere come minimo un CAL. Se voglio fare un campionato
italiano o sociale, in molte razze, mi serve almeno un brevetto
di lavoro (in altre me ne servono tre).
Ti do solo un'idea generale: fare un primo brevetto costa
intorno ai 1500 euro (ovviamente a cane).
9 - I miei
cani sono miei amici, non "oggetti" da cui spremere cuccioli.
Quindi mettiamo pure in conto (visto che glieli compro) giochi,
brandine, cappottini (se la razza ne ha bisogno), ossetti,
giochetti eccetera. Non quantifico perché c'è troppa elasticità,
ma anche queste cose costano.
Sono un allevatore proprio freddo e cinico, e non compro neanche
un giochino ai miei cani?
Be', almeno due ciotole ciascuno gliele vogliamo dare, o pensi
che butti mangime e acqua per terra?
Una ciotola in acciaio inox costa circa 15 euro. Moltiplica per
sei.
Quelle di plastica costano meno? Certo, ma ogni due mesi le devo
ricomprare tutte e sei perché i cani le hanno rosicchiate…quindi
lasciamo perdere, è meglio.
E
adesso…voilà, siamo pronti per far accoppiare i cani. I miei
cani, se sono solo tre, saranno ovviamente tre femmine: che me
ne farei di un maschio in un allevamento così ristretto?
Quindi:
10 - uno
striscio alla cagna lo vogliamo fare, giusto per sapere quand'è
il giorno giusto e non fare un viaggio a vuoto? 45 euro
11 - il
viaggio non quantifichiamolo, perché posso essere così fortunato
da trovare un maschio come voglio io a poca distanza da casa…ma
più spesso (e in certe razze è la norma) devo andarmelo a
cercare all'estero. Ci perdo anche minimo una giornata, a volte
due.
12 - la
monta me la devo pagare: non è che un maschio titolato e famoso
copra per i begli occhi della mia cagna. Minimo 800 euro.
13 - sarà
rimasta incinta la mia cagnina? Ecografia, 80 euro.
14 -
quanti cuccioli avrà? Mi serve saperlo, per avere un'idea delle
prenotazioni che posso prendere. Radiografia, 80 euro.
15 - una
femmina gravida, almeno il secondo mese, mica può mangiare la
stessa robetta da quattro soldi che ho deciso di dare agli
altri. Almeno in questo periodo (e per altri due mesi di
lattazione) passo a un mangime da 50 euro al sacco: e poi
aggiungiamo integratori, vitamine, calcio ecc.
16 -
arriviamo al momento del parto: tu ti fideresti a lasciar fare
tutto alla cagna? Io no.
Presenza del veterinario in allevamento, minimo 80 euro. In
alcune razze il cesareo è la norma, in altre no, ma può sempre
capitare che qualcosa vada storto e che vi si debba ricorrere.
Se capita, almeno 600 euro (sempre con il nostro veterinario che
lavora sottocosto, eh? e ovviamente non in ore notturne o giorni
festivi!)
17 -
Evviva, sono nati 5 cuccioli! Ora bisogna:
a) sverminarli almeno tre volte, circa 40 euro
b) vaccinarli, 30 euro x cinque
c) iscriverli all'ENCI, cca 90 euro
d) tatuarli e/o microchipparli, cca 250 euro
Nel
frattempo alla mamma devo fare l'ossitocina post partum e
cominciare a integrare la sua alimentazione più di quanto era
incinta, perché l'allattamento la "consuma" ben di più.
18 - Verso i 30-35 giorni dovrò cominciare ad aiutare la mamma,
dando ai cuccioli il latte in polvere, poi i primi
omogeneizzati, poi le pappe da svezzamento.
Una scatoletta di latte in polvere (UNA poppata) costa 2 euro.
Sai quante volte mangeranno questi cuccioli prima di essere
consegnati ai nuovi proprietari? Non farmi fare il conto, che mi
sento male.
19 - è
estate, per caso? Ahi, ci saranno pulci e zecche. Protezione per
tutti, mamma compresa (e comprese le altre due cagne, poverine):
circa 150 euro per ogni mese estivo.
20 - alla
mamma (che nel frattempo è stata sverminata, ha continuato a
mangiare cibo altamente proteico e altamente costoso e si è
presa tutti i suoi bravi integratori), ha un problemino: non le
va via il latte. Qui mi sveno di brutto con il Galastop che
costa 23 euro al botticino da 15 ml (devo darne un ml ogni 10 kg
di peso del cane al giorno: pensa che bello, se allevo alani o
mastini napoletani ).
21 - nel
frattempo i cuccioli sono svezzati e mangiano come cavallette
(mangime puppy, il più caro del mondo, superproteico: ma
vogliamo che crescano bene, sì o no?).
Ho già la coda alla porta di clienti in attesa?
Bene, dovrò mantenerli solo per due mesi (se li consegnassi
prima NON sarei un allevatore serio).
Non ho la coda alla porta?
E allora può succedere che uno o più cuccioli mi restino in
allevamento fino a quattro, cinque mesi…o magari per tutta la
vita, perché non sta scritto da nessuna parte che io trovi
qualcuno disposto ad adottare un cane già grandicello.
E questo è
quanto succede se fila tutto liscio o quasi (il "tutto-tutto"
liscio è talmente raro che non mi sembra neanche il caso di
considerarlo).
Però possono andare storte MOLTISSIME più cose di quelle che ho
descritto.
Esempio di cosa storta-ma-non-troppo: un'infestazione di
coccidi. Una compressa di medicinale specifico ogni 4 kg di
cucciolo per 5 cuccioli, tutti i giorni. La scatola costa 10
euro e dura due giorni.
Esempio di cosa più storta ancora: due di questi 5 cuccioli sono
maschi, ma a uno dei due non scende un testicolo. Devo cederlo
in cambio delle sole spese sostenute, perché un allevatore serio
non vende cani monorchidi.
Ma il dramma è che adesso so di avere almeno un riproduttore che
porta criptorchidismo: cercherò di stabilire se si tratta del
padre o della madre, e una volta identificatolo dovrò toglierlo
dalla riproduzione.
Se è la femmina, ovvero la mia cagna, ovviamente me la tengo: è
mia e le voglio bene. Quindi passerà il resto della sua vita a
giocare, dormire….e mangiare, senza più fruttarmi un euro.
Esempio di cosa stortissima: i cuccioli muoiono tutti.
Può succedere, sai? Basta un'infezione virale contro cui è quasi
impossibile difendersi.
Concludendo…che dici, sono davvero così
tanti 1500 euro per un cucciolo?