I TOPERMANN!   
topermann

E’ un cihuawa?
No questo è un pincer.
Ma è vero che i pinker sono più piccoli del chiwaua?
Sì, ma solo quelli nani. Ci sono anche quelli più grossi.
Quel chiwawa lì è secondo me è un bastardo perché non gli hanno tagliato la coda. Al mio gliel’hanno tagliata, non cortissima… una via di mezzo. Ma il mio è un incrocio tra un pinscer e un Ciuauha… perché invece i pincher puri e anche i ciuhvava puri sono molto più piccoli.
Ma però a me mi hanno detto che li incrociano per averli più piccoli. No, no, li incrociano perché tagliando il sangue diventano più sani e più robusti e le femmine partoriscono meglio. Sì alle femmine pinsher danno il maschio ciwhawha perché  è più piccolo e fa i cuccioli piccoli che escono meglio.
No, ti sbagli. E’ alle chiuaua che danno i pinzer perché sono più leggeri. Ne ha preso uno anche la signora Maria del quarto piano, ma secondo me ha preso una fregatura… è altissimo! Sarà quasi trenta centimetri! Sembra un dobermann! infatti gli hanno tagliato le orecchie per farle stare su. Sarà un bastardo!…
Ma dai… ma dicono che adesso non le tagliano più a nessuno… Ah non so… il mio le ha drizzate da solo, non gliele ho dovute tagliare.
Ma il tuo è un chihwawa?
No, no, il mio è un pintzer nano purissimo. Non vedi com’è piccolo?
Ma che differenza c’è tra il pinscher e il cihuahua?  
Beh, il pinszer è più piccolo.  Il cihuahwa è più basso ma più pesante  Al chiwuaua tagliano solo la coda, mentre al pinscer tagliano anche le orecchie.   No, no le orecchie ce le hanno dritte tutti e due, quelli che le piegano sono gli incroci pinsker-cihuavua.  
Il chihuaua può essere solo marrone, mentre il pinser può essere anche nero e marrone oppure tutto nero.  Io una volta ne ho visto anche uno bianco. E anche uno pezzato.   Pinscer o Chiuahua?  
Civahva, ma di quelli vietnamiti…    
 

Questi dialoghi  sembrano presi da un film comico, eppure sono di quanto più verosimile in certi ambienti.
A ciascuno di noi sarà capitato di sentire qualcosa di analogo presso amici o parenti, o al parchetto sotto casa, dove si incontrano tanti proprietari di meticci convinti che il proprio cane sia il prototipo della razza che dovrebbe rappresentare.
Tant’è che questi cani sono frequentemente riprodotti (o almeno lo sono stati) come testimoniano le decine di annunci di vendita, regalo, scambio, proposte di “fidanzamento” (o anche “matrimonio”!) che coinvolgono simpatici amici appartenenti a razze dallo spelling mutevole.  
La moda dei pinscher e dei chihuahua ha avuto origine negli anni ’70.
Come spesso succede, quando una razza diviene di moda, anche altre razze analoghe subiscono un aumento di richieste. E’ successo negli anni ’80 quando divennero di moda cocker e barboncini.
E’ successo di nuovo negli anni 90 quando, sulla scia del Siberian Husky, tutte le razze nordiche hanno avuto un incremento.
Sta succedendo anche ora a Golden e Labrador retriever.
Negli anni ’70 le competenze cinofile erano molto più carenti di quelle attuali. La crescente richiesta di queste due razze, delicate, non facilissime da allevare e poco prolifiche (come tutte le razze piccole) ha fatto sì che improvvisati allevatori mettessero in produzione tipi di cani diversissimi, compresi molti meticci.
C’è stato veramente spazio per ogni tipo di esperimento. C’è stato veramente chi in buona o cattiva fede, perché convinto di fare una “furbata” o anche solo per ignoranza, ha accoppiato cani di razza diversa.
Gli allevamenti intensivi nazionali, ancor prima dell’avvento dei canifici dell’Est, rifornivano i negozi con vagonate di cuccioli non tatuati, tant’è che risultava impossibile attribuire a ogni cucciolo il proprio documento.
I rivenditori, spesso ignoranti in materia di razze, hanno in più casi assegnato documenti di chihuahua a zwergpinscher e viceversa.
Con l’arrivo dei cani dell’Est, poi sono stati altresì importati cuccioli di “pražský krysařík” (prague ratter), razza sconosciuta in occidente ma relativamente diffusa nella Repubblica Ceca e nei paesi limitrofi, derivata proprio da una serie di incroci tra zwergpinscher e chihuahua.
Ovviamente questi cuccioli non furono mai commercializzati col nome originale, che nessuno conosceva né richiedeva.
Lo stesso potrebbe essere avvenuto col cugino inglese, il black and tan toy terrier, ma come episodio sporadico, vista la scarsa diffusione della razza a livello internazionale. L’allevamento amatoriale ha poi prodotto cani intermedi di ogni tipo.
Vuoi perché i proprietari “cuggini” hanno accoppiato cani che erano della stessa razza solo sui documenti, vuoi perché credenze sbagliate e maldestri tentativi di rimpicciolire hanno spinto a incrociare razze diverse, vuoi perché molti allevatori improvvisati non conoscevano né lo standard né l’iter burocratico per ottenere i documenti, nei giardinetti degli anni ’80 si sono visti microcani di tutti i tipi.
Alcuni con costruzione mesomorfa leggera come quella dello zwergpinscher, ma con statura intermedia e peso equivalente a quello del chihuhuahua.
Altri con costruzione tarchiata, ma più grossi del chihuahua.
Zwergpinsher con orecchi naturalmente eretti e completamente neri.
Chihuahua con muso lungo e testa piatta.
Cagnolini con costruzione allungata, ma molto leggeri…
E se questo mix di tratti morfologici non bastasse a complicare le cose, mettiamoci pure l’intervento “random” della chirurgia estetica.
Ho visto cagnolini che avrebbero potuto essere “spacciati” per chihuahua di razza… ma con la coda tagliata!! Perché? Perché sono di razza!! (che domande!).
Ho visto soggetti indefiniti con coda tagliata a lunghezza intermedia. Ogni tipo di lunghezza intermedia. Dal moncherino di pochi centimetri all’amputazione a ¾ come nei fox terrier. 
Orecchi naturali che non sempre si drizzano, orecchi piccoli, orecchi grandissimi.
Una sola costante: la convinzione del proprietario della purezza del proprio esemplare. Quante volte ai bordi dei ring delle esposizioni locali ho sentito sbeffeggiare i soggetti dei migliori allevamenti: “Hahaha! Figlio di campioni? E’ il doppio del mio!  E quella pantegana sarebbe un chihuahua? Ma il mio è molto più snello e leggero!”  
A chi volesse cercare tutte le risposte su quale sia il tipo ideale, consiglio di leggere gli standard ufficiali di razza (reperibili anche su internet o su libri e riviste cinofile).
Qui di seguito mi limiterò alle “FAQ” più comuni.

Lo spelling esatto dei nomi 
Per quanto riguarda il microcane sudamericano, lo spelling esatto è quello della città messicana da cui prende il nome: Chihuahua.  
Il cugino tedesco è chiamato “zwergpinscher” nella sua patria d’origine. Il termine “zwerg” significa nano, per cui è ugualmente corretto (e semplice!)  chiamarlo “pinscher nano".
La sch tedesca si pronuncia come la “sc” italiana: si scrive “pinscher”, si pronuncia “pinscer”.  

Le dimensioni
 
Il cane più piccolo è il chihuahua.
Gli appassionati dilettanti spesso sognano soggetti sotto al kilo di peso. Esistono. Tuttavia il peso medio dei migliori soggetti da expo è di solito compreso tra 1,3kg e 1,8kg. E lo standard ammette comunque soggetti fino a 3,5 kg!
In passato era abitudine accoppiare le femmine più grosse (che partoriscono meglio) con i maschi più piccoli, per rimpicciolire la taglia e avere soggetti più pregiati.
Oggi si tende alla taglia unica, ma spesso le femmine sono aiutate col parto cesareo. L’altezza del chihuahua non è regolata dallo standard, ma una cosa è certa: è più basso del pinscher nano.
Quasi  tutti i soggetti stanno sotto i 20 cm.  
Lo standard dello zwergpinscher, al contrario, prevede l’altezza al garrese (tra i 25 e i 30cm) ma non il peso.
I soggetti con giuste proporzioni, comunque, hanno un peso generalmente compreso tra i 2,5 e i 4 kg.
Sono perciò anche più pesanti dei chihuahua, non solamente più alti.
Esiste  anche il pinscher medio, ma si tratta di un cane di 43-48cm (più grande di un cocker!).
In Italia è raro.
Lo zwergpinscher invece ha una sola taglia… che è quella giusta. Non esistono varietà.  

La morfologia  
Il chihuahua ha una costruzione allungata (lunghezza del corpo superiore all’altezza al garrese) un’ossatura robusta e diametri trasversali piuttosto sviluppati.
La testa è larga e tonda e il muso molto piccolo e appuntito, più corto della lunghezza della testa.  
Lo zwergpinscher è costruito nel quadrato (il tronco è lungo quanto l’altezza al garrese), e ha una costruzione piuttosto slanciata, con ossatura più leggera.
Il muso è lungo quanto il cranio e quest’ultimo è piatto.  
 

Il mantello  
Benché il colore più diffuso sia il fulvo, lo standard del chihuahua ammette tutti i colori, sia uniformi che pezzati.
Esiste inoltre una varietà a pelo lungo, un tempo molto rara, oggi reperibile senza difficoltà, che differisce solo per la tessitura del mantello.  
Lo zwergpinscher è diffuso nei colori fulvo cervo e nero focato. Sono ammessi anche il marrone (cioccolato) focato e il blu focato, ma di fatto sono molto rari qui da noi.
Non sono ammessi il nero uniforme e il bianco, né completo né mescolato ad altri colori.

Coda e orecchi  
Il chihuahua, per standard, deve avere coda e orecchi integri. Gli orecchi sono grandi e portati eretti, piuttosto distanziati tra loro (inseriti un po’ ai lati del cranio). La coda è normalmente portata alta e ricurva sul dorso (ma non arrotolata).  
Lo zwergpinscher ha avuto per anni coda e orecchi amputati. Oggi la coda lasciata integra viene portata solitamente come quella del chihuahua.
Gli orecchi, che hanno la forma di una V a punta smussata, dopo decenni di mancata selezione, a volte si drizzano naturalmente. Ai soggetti da expo a volte vengono applicati dei cerotti per favorire il portamento semieretto richiesto dallo standard.
Lo zwergpinscher ha un pelo raso molto aderente che non forma mai culottes né effetto spiga di grano sulla coda.      
 

Tutti i soggetti con caratteristiche intermedie non sono né chihuahua, né zwergpischer. Sono “topermann”… un divertente nome di fantasia coniato per questi simpatici "topastri" dal valore zootecnico nullo, ma dal valore affettivo incommensurabile.
Se cercate un “topermann”, perché magari vi piace pure di più dei soggetti di razza pura (d’altronde, giustamente, tutti i gusti son gusti), non è più necessario andare in negozio, né al mercato, né cercare sulle pagine degli annunci economici del corriere dei giardinetti… basta andare in un canile.
Ne sono pieni!
Purtroppo le “razze” di moda sono più soggette a questa triste fine. E malgrado la moda sia già passata da un po’, i canili soffrono  ancora oggi degli strascichi di una spropositata quantità di cani acquistati con superficialità, solo per emulare una tendenza, pagati a poco prezzo e abbandonati alla prima difficoltà.
Nei canili sono finite le fattrici degli allevatori improvvisati, divenute superflue quando la moda ha spinto verso nuove razze. Al canile sono arrivati i numerosi figli di “Briciola” e di “Billy”.
I frutti degli amori clandestini sbocciati ai giardinetti complice la distrazione dei padroni, i frutti degli amori programmati di chi avrebbe voluto recuperare il prezzo d’acquisto del proprio “pregiatissimo” cane e si è ritrovato una sfornata di topastri senza documenti che nessuno voleva più.
I cuccioli in esubero dei cagnari, i cagnolini della nonna deceduta rifiutati dagli eredi, i cani-giocattolo comprati per bambini che si stufano e non ci giocano più.
Le gravidanze indesiderate e tutti gli incidenti di percorso che generano cuccioli che a volte assomigliano un po’ ai genitori, un po’ pinscher, un po’ chihuahua… dei dobermann dalle dimensioni di un topo. Dei topermann appunto.
Niente di nuovo sotto il sole quindi…resta comunque il fatto, che chi ama questi cani non ha che l’imbarazzo della scelta nei rifugi.
Già…ma chi ama questi cani? Molti addirittura li odiano.
Chi li ama, spesso si vergogna a dirlo…
Purtroppo i danni degli anni ‘70 non si esauriscono con l’impoverimento zootecnico di razze allevate da dilettanti, con la sofferenza delle fattrici, così piccole e delicate, in mano a commercianti senza scrupoli.
Non si esauriscono con l’abbandono dei cani in esubero e il riempimento dei canili.
La promozione di questi cagnolini verso famiglie e contesti non ideali ha contribuito a creare intorno a queste razze una marea di pregiudizi.
Come quasi tutti i cani piccoli, i “topermann” a maggior ragione, sono accusati di essere isterici, poco intelligenti, abbaioni, insopportabili, lunatici e nevrotici.
La solita vecchia storia che si ripete…una nomea sicuramente immeritata.
Soprattutto oggi, quando i cani presenti nei canili sono soltanto lontani nipoti del cane-topo di moda vent’anni fa.
Molti di loro si ritrovano ad avere l’aspetto che hanno solamente per il fatto di avere una maggioranza di antenati figli della moda del sempre più piccolo.
Ma ormai ci sono molti cani che provengono da contesti molto diversi.
I Chihuahua, i pinscher nani e i loro succedanei sono, malgrado le dimensioni, dei piccoli cani da lavoro.
Basta vederli in libertà mentre danno la caccia per conto proprio a topolini e piccoli nocivi, mentre sono impegnati nel gioco, quando hanno la possibilità di disperdere la loro tanta energia in modo costruttivo, per rendersene conto.
Ma al di là del “lavoro”…a volte basterebbe solamente instaurare un rapporto corretto, con ruoli ben definiti, evitando l’incoerenza e gli errori più grossolani che generano stress e conflitti.
Sono cani intelligentissimi, con una grandissima capacità di comunicare e di farsi voler bene.  
In appartamento sono ideali, malgrado non siano certo cani sedentari.
Amano giocare e sono ben felici di andare a passeggio col proprio padrone.
Le loro dimensioni “più che piccole” permettono loro di muoversi comunque parecchio anche in spazi ristretti.
Rincorrendo una pallina per la casa, saltando sul divano e correndo da una finestra all’altra per guardare chi arriva, possono impegnarsi fisicamente più di quanto possano fare molti altri cani di taglia maggiore con un giardino a disposizione.
Ma l’impegno fisico non è sufficiente…molto meglio se c’è una buona intesa con un padrone discretamente dinamico che li tiene impegnati anche sul piano psichico insegnando loro un’infinità di cose.
Hanno una grandissima capacità di apprendere.
Non pochi cani di questo tipo sono stati impegnati con successo in attività cinofilo sportive, anche se, penalizzati dalla taglia, raramente li si vede raggiungere posizioni di rilievo nelle classifiche.
Il pelo raso in appartamento può dare qualche fastidio durante le mute (molto frequenti negli appartamenti riscaldati): tuttavia, per le dimensioni ridotte dell’animale, la quantità di pelo disseminata per la casa non è certo enorme.
Basta un buon aspirapolvere, un copridivano e qualche accorgimento nello scegliere i vestiti. Non serve molto di più per essere presentabili.
I pregi principali vanno ricercati invece nella semplicità estrema della toelettatura e nella rapidità di asciugatura del cane che rientra dalle passeggiate nelle giornate di pioggia.
La prima caratteristica che tende a scomparire a seguito dell’immissione di tipologie diverse è proprio la taglia ridottissima.
Dopo parecchie generazioni dalla fine della moda dei cani bonsai, ormai la maggior parte dei trovatelli ha un peso superiore ai quattro/cinque chili.
Ma non sono certo quelli a fare la differenza per chi ha capito quali siano le vere doti da apprezzare in questi cani.

 

COME HAI POTUTO  ?

By Jim Willis 2001 traduzione di Patrizia Fiorenzato  


"Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere.

Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squartati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica.

Ogni qualvolta facevo la " discola " mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi " Come hai potuto?", ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina.

La mia educazione casalinga fu un po' piu' lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Ricordo le notti in cui mi ranicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita non sarebbe potuta essere più perfetta.

Andavamo a fare lunghe camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il gelato (per me solo il cono perchè "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata.

Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera ed a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana. Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato.

Lei, che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole. .. Ero felice, perchè tu eri felice. 
 
Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre.

Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera dell'amore".  
Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso.

Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perchè le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario.

Avrei voluto sgusciare dentro i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della tua auto. 
 
C'era un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se avessi un cane, tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio e iniziavi a raccontare di me. In questi ultimi anni,
hai risposto solo "si" e hai cambiato discorso. Sono passata dall'essere il "tuo cane" a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata per me.

Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento dove gli animali non sono ammessi. Tu hai preso la giusta decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io la tua sola famiglia.  
Ero eccitata all'idea del viaggio in auto, fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di cani e di gatti, di paura, di disperazione.
Hai compilato le carte e hai detto "So che troverete una buona casa per lei".

Loro hanno fatto spallucce e ti hanno guardato con sguardo afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età, sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo figlio dal mio collare mentre lui gridava "No, babbo! Per favore, non lasciare che prendano il mio cane!" Ed ero preoccupata per lui e di che lezione le stavi giusto impartendo su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità , e sul rispetto per ogni vita.

Mi hai dato una pacca di addio sulla testa, evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi attende. 
 
Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò nonostante non
hai fatto alcun tentativo di trovarmi una buona casa.

Scossero la testa e mi chiesero "Come hai potuto?". Qui al canile, con noi sono premurosi, tanto quanto lo permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare, ma io già da giorni ho perso l'appetito.

All'inizio, ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo al cancello, sperando che fossi tu, - che avessi cambiato idea - che questo fosse tutto un brutto sogno...o almeno speravo che fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe potuto salvarmi. 
 
Quando capii che non avrei
potuto competere con lo zampettare di un cucciolo allegro, inconscio del suo destino, mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai.

Sentii i suoi passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii silenziosamente lungo il corridoio, fino ad una stanza isolata. Una stanza magnificamente tranquilla. Lei mi piazzò sul tavolo e mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi.

Il mio cuore martellava nell' attesa di ciò che stava per succedere, ma c'era anche un senso di sollievo. La prigioniera dell'amore ha esaurito i suoi giorni. Come è mia natura, era più preoccupata per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e lo so, così come conoscevo ogni tuo umore.  
Gentilmente mi ha messo un laccio emostatico su una delle mie zampe anteriori, mentre una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano così
come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lascia andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai "Come hai potuto". 
 
Forse perchè non capì bene il mio linguaggio canino, mi rispose "Sono così dispiaciuta" . Mi abbracciò ed in fretta mi spiegò che era il suo lavoro essere sicura che io andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o maltrattata o abbandonata, o dove non avrei dovuto arrangiarmi da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo luogo terreno.

E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era rivolto a lei. Era per te, Mio Amato Padrone, era a te che stavo pensando...Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che tutti , nella tua vita, possano continuare a mostrarti così tanta lealtà. 
 

Fine 
 
By
Jim Willis 2001 traduzione di Patrizia Fiorenzato  
 
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Una nota dell'autore 
 
Se "How Could You? (come hai potuto?)" ti ha fatto piangere mentre lo leggevi, così
come ho pianto io mentre lo scrivevo, è perchè è la storia composita di milioni di "animali da compagnia", che in passato avevano un padrone e che ogni anno muoiono nei rifugi per animali in America e Canada (come anche in Italia!n.d.t. ).  
Chiunque voglia distribuire questo saggio per scopi non commerciali è ben accetto, purchè sia correttamente riportata la nota sul copyright. Per favore, utilizzate questo saggio per aiutare l'educazione, nel vostro sito, nelle newsletter, nei rifugi per animali, negli ambulatori veterinari e nei bollettini.  
Dite alla gente che la decisione di aggiungere un animale alla famiglia, è una decisione importante per la vita, quegli animali meritano il nostro amore e cure sensibili, che trovare una nuova casa idonea per il vostro animale è una vostra responsabilità e qualunque associazione umanitaria locale o lega per la difesa animale può offrirvi buoni consigli, e che ogni vita è preziosa. Per favore, fate la vostra parte per fermare le uccisioni e favorite tutte le campagne per la sterilizzazione per prevenire animali indesiderati.

 

 

Ariel, questo tuo sorriso rimarrà per sempre impresso nelle nostre menti...

Abbiamo passato un anno felice insieme, dove tu, dopo anni rinchiusa in un canile dove subivi continui maltrattamenti, avevi ritrovato la gioia di vivere ed il calore di una famiglia e anche di tanti altri amici a quattro zampe... Ma quel maledetto sabato 25 ottobre 2008, un bastardo di merda ha deciso di toglierti questa gioia di vivere perchè gli davi fastidio uccidendoti senza pietà sotto le ruote della sua macchina davanti ai nostri occhi...no, non è stato un incidente...il bastardo maledetto, con una pietra al posto del cuore, ti ha uccisa senza pietà, colpendoti in piena testa, pur se ti aveva vista...certi elementi non meriterebbero neanche di esser al mondo...mi fanno schifo...maledico lui e tutti quelli che fan per lui per tutto il resto della sua vita...augurandogli tutto il male possibile...ha dato fine alla vita di una povera cagnolina che per tanti anni aveva già subito parecchie sofferenze...ha ucciso un essere indifeso che non riusciva più a reggersi sulle zampe posteriori per via delle bastonate che aveva dovuto ricevere in passato...la povera cagnolina si è trovata nell'impossibità di riuscir a fuggire alla morte che sto schifoso ha deciso di darle...e la nostra corsa verso di lei per riuscire a salvarla è stata invano...vigliacco malefico...ha ucciso la nostra Ariel davanti agli occhi di tutti noi, comprese le nostre bambine...

e voi questo individuo lo definireste "uomo"???

I CANI DELL’EST
di Valeria Rossi - tratto da

 

Molta gente ancora non ha capito cosa si nasconde dietro al traffico di cuccioli dall’Est europeo, ovvero dei cuccioli commercializzati dalla stragrande maggioranza dei negozi e dei cosiddetti “puppy mills”, ovvero sedicenti allevamenti che si pubblicizzano con frasi come “Dieci (o venti, trenta…) bellissime razze! Spedizioni in tutta Italia, isole comprese!”…come se i cuccioli fossero armadietti per la cucina.
Ma che c’è di sbagliato, in fondo, in questi cuccioletti di provenienza ungherese o rumena, che appaiono tanto carini e che (secondo la vox populi, perché la realtà è un po’ diversa) costano meno di un cane di allevamento?
Forse i cani di allevamento sono un po’ più belli…ma se non si è intenzionati a fare esposizioni, cosa importa se un’orecchia è un po’ più lunga, o se il pelo è un po’ meno soffice?
Altra obiezione “classica”: ma andiamo,il cucciolo è un cucciolo, punto e basta! Cosa sono tutti questi problemi? La cosa più logica da fare quando si decide per l’acquisto è andare a cercare il posto: a) più comodo, b) più economico.
Partiamo allora da quest’ultimo punto, chiarendo subito che i cuccioli dell’Est non sono mai “a buon prezzo” come potrebbe sembrare a prima vista.
Infatti quel (poco) che si risparmia all’atto dell’acquisto verrà vanificato dalle spese veterinarie sostenute per rimettere in sesto un cane quasi sempre malato, spesso gravemente.

Ma è proprio vero che i cuccioli dell’Est sono quasi sempre malati?
Purtroppo sì, è vero. Ed è vero perché sono allevati “a basso costo”.
Ma questo non significa assolutamente che ci si sforza di venire incontro al cliente per fargli spendere meno!
Significa invece che:

a) i cuccioli nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perché i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori sono affetti non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati) a più non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie;
b) le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei mesi, senza alcun tempo di ripresa: non sono accudite amorevolmente dopo il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli;
c) per le madri si usa cibo a sua volta a basso costo, e quindi di bassa qualità, che debilita ancora di più le cagne. I cuccioli vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualità – e poi impacchettati e spediti, perché tenerli più a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i “cagnari” si guardano bene dal sostenere;
d) i cuccioli vengono “impacchettati e spediti” intorno ai 30-35 giorni di età, perché a 40 giorni (età in cui risultano più “appetibili” per il cliente) devono già essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare prima dei 50 giorni perché non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età, il sistema immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi i cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino;
e) i cuccioli, per arrivare in Italia dall’Ungheria o dagli altri Paesi sedi dei canifici, viaggiano per almeno due giorni (debilitati e senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento, stivati come galline in gabbiette non igienizzate che hanno visto passare altre migliaia di cuccioli…con i risultati che si possono facilmente intuire.

Perché, allora, i commercianti acquistano i cani dell’Est?
Perché gli allevatori di qualità, che selezionano con cura e amano i loro cuccioli come se fossero loro figli, ben difficilmente vendono ai negozi: infatti gli allevatori di qualità selezionano anche i clienti. Vogliono conoscerli, sapere chi sono, seguirli lungo tutto il cammino della vita del cucciolo. Questo non sarebbe possibile se i cuccioli venissero consegnati a un rivenditore.
In Italia, ovviamente, non ci sono solo allevatori di qualità (magari!)…ed esistono anche allevatori che rivendono ai negozi: ma il loro prezzo non è mai inferiore ai 250-300 euro.
I cani dell’Est costano circa 50 euro…e i conti sono presto fatti.
All’importatore-grossista, così come al rivenditore finale, non importa se qualche cucciolo muore e/o qualcun altro dev’essere sostituito: il risparmio è tale che possono mettere in conto un 50% di decessi senza che questo renda meno remunerativo l’affare…e infatti la percentuale di cuccioli dell’Est che non sopravvive all’importazione si aggira proprio intorno al 50%. Alcuni muoiono durante il viaggio…molti, purtroppo, nelle case dei nuovi proprietari.

Eppure i cuccioli in vetrina sembrano sempre in ottima forma! Come possono essere tutti malati?
Purtroppo possono, eccome.
Solo che, appena sbarcati in negozio, vengono immediatamente riempiti di gammaglobuline (e talvolta anche di eccitanti) per “mascherare” la situazione reale, che si manifesta sempre e solo dopo la vendita.

I cuccioli dell’Est vengono venduti solo in negozio?
No, purtroppo: anche molti sedicenti allevatori sono in realtà degli importatori.
In generale, tutte le strutture che garantiscono la “pronta consegna” di qualsiasi razza di cane sono altamente sospettabili.
Un altro mezzo di diffusione molto noto (e – cosa vergognosa! – addirittura promosso, recentemente, dal Tg5) sono le cosiddette “Fiere del cucciolo”, “Cucciolandie” e affini.

Se un cucciolo muore dopo pochi giorni dall’acquisto, non si dovrebbe avere diritto a un risarcimento?
Certo, la legge lo prevederebbe…ma i negozianti mettono – ovviamente – le mani avanti per tutelarsi.
Ecco alcuni tipici segni di fregatura in arrivo:
a) richiesta di denaro contante e rifiuto di assegni, bancomat, carta di credito;
b) richiesta di firmare una “garanzia” che, se letta attentamente, conterrà sempre assurdità quali la durata di 24-48 ore (pazzesco! Il tempo di incubazione delle più comuni malattie virali è di quindici giorni!), il divieto di far visitare il cucciolo da veterinario diverso da quello suggerito dal negoziante (sembra incredibile, ma abbiamo visto anche questa!) e/o altre postille varie che di fatto sollevano il venditore da qualsiasi responsabilità;
c) la mancata consegna di scontrino fiscale per quanto riguarda il cucciolo: sullo scontrino troverete solo le voci relative al cibo, alle ciotole ecc.

Se un cliente la mette proprio giù dura, il negoziante solitamente sostituisce il cucciolo con un altro (sempre dell’Est, ovviamente!): sappiamo di un caso in cui è morto ANCHE il secondo cucciolo, per di più in una famiglia in cui era presente un bambino…e si può immaginare la sua felicità in tutto questo.
Comunque, in alcuni casi, è ancora possibile intentare una causa ed essere risarciti (anche se si è firmato un contratto-capestro).
Non intendiamo, da queste pagine, dare ulteriori armi ai negozianti disonesti e spiegare loro come difendersi meglio: quindi, se volete saperne di più, scrivete all’indirizzo della redazione o mandate una e-mail a canidellest@tipresentoilcane.com.
Vi metteremo in contatto con l’avvocato Simona Mosconi, che dopo essere stata a sua volta vittima di questo losco traffico (il suo west highland è vissuto solo dieci giorni) è riuscita a far sequestrare i cuccioli dell’Est venduti da un grande pet-shop di Milano ed è ancora sulla breccia, insieme alla nostra rivista, per proseguire questa battaglia.

Tutti i cani dell’Est europeo sono cuccioli di scarto?
Ovviamente no! Questo traffico riguarda solo i cosiddetti “canifici”, ovvero gli allevamenti “a basso costo” in cui si producono cuccioli badando solo alla quantità e non alla qualità.
In Ungheria, Romania e altri Paesi europei esistono anche ottimi allevamenti, che producono ottimi cuccioli…e NON li vendono ai negozi italiani, così come non lo fanno, per i motivi già visti, i migliori allevatori di casa nostra.
Quando si parla di “cuccioli dell’Est” ci si riferisce sempre e solo ai canifici: è importante (e corretto!) specificare che all’Est non ci sono solo canifici, ma è ancor più importante ricordare che i cuccioli che vengono importati e rivenduti da negozi e fiere sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE cuccioli di scarto.
Se il negoziante vi parla di cuccioli “figli di campioni ungheresi”, nove volte su dieci vi sta truffando! Chiedetegli la dimostrazione pratica di quanto sta affermando…e vedrete che succede.

Perché nessuno fa nulla per fermare questo traffico?
La risposta è davvero molto triste: perché E’ TUTTO LEGALE.
Cagnari, canifici e negozi si pubblicizzano impunemente dalle pagine di quotidiani, riviste e perfino riviste specializzate (per quanto ne sappiamo, “Ti presento il cane” è al momento l’UNICA rivista che rifiuta la pubblicità di importatori e rivenditori di cuccioli dell’Est), perché la legge italiana non si interessa del problema; i media non si interessano del problema; nessuno se ne interessa finché magari non acquista un cucciolo per i suoi bambini e il cucciolo muore.
E’ perfettamente legale importare cuccioli, purché in regola con le vaccinazioni: ma i libretti si falsificano senza problema, basta un veterinario complice.
E’ perfettamente legale (ed è VERGOGNOSO che lo sia) esporre i cuccioli in vetrina, a rotazione, così se uno solo di essi fosse malato è garantito che impesta anche tutti quelli che arriveranno dopo di lui (ma intanto ci sono la gammaglobuline!).
E’ perfettamente legale, sempre con la complicità di un veterinario, “dopare” letteralmente i cuccioli per farli sembrare vispi e allegri: basta che il veterinario dichiari che avevano bisogno della somministrazione di quei tali farmaci.
Purtroppo sì, è proprio così: i veterinari complici non solo esistono, ma sono anche numerosissimi.
E l’Ordine dei Veterinari, invece di cercarli uno ad uno e di radiarli ignominiosamente, si preoccupa di punire chi cerca di offrire un servizio sociale…come sta accadendo alla Mutua veterinaria di Torino, di cui parleremo nel prossimo numero.
Di cani dell’Est ho tentato personalmente di parlare ai media (innumerevoli e-mail, fax e lettere spedite a Maurizio Costanzo, Striscia la Notizia e altri): non ho mai avuto nessuna risposta.
Stessa sorte per molte altre persone che conosco, dall’animalista sfegatato al semplice cinofilo a cui è morto il cucciolo tra le braccia.
Certo, in questo traffico sono implicate troppe realtà: negozi, allevatori, veterinari, lo stesso ENCI (che voltura i pedigree ungheresi senza fiatare, dando ai cani dell’Est – o almeno a quelli sopravissuti - un pedigree italiano e la possibilità di riprodursi)…e ovviamente lo Stato italiano, che permette le importazioni senza sufficienti accertamenti.
Andare a mettere il dito nella piaga rischia di sollevare un vespaio non indifferente…e forse per questo, TUTTO TACE.

Tutti i negozi vendono sempre e solo cani dell’Est?
No, non tutti: anche se purtroppo si tratta della stragrande maggioranza.
Però ci sono anche negozianti-allevatori che vendono i propri cuccioli, talora di ottimo livello.

Come faccio a capire se il negoziante vuole vendermi un cucciolo-truffa?
E’ molto semplice. Basta:
a) chiedere la provenienza esatta del cucciolo e farsela mettere per iscritto.
Ricordiamo che i venditori senza scrupoli cercheranno sempre di far leva sui nostri sentimenti, facendoci sentire addirittura dei disgraziati se facciamo domande precise: ma come? L'amore per il cane non viene prima di ogni altra cosa?
Che ci importa della provenienza, dell'età, del pedigree e di tutte queste sciocchezze?
ATTENZIONE: il gioco è vecchio e sporco...e funziona a meraviglia da anni. Ma è ora di finirla.
Se il venditore accenna a motivazione sentimentali per sviare le nostre domande, rispondiamogli gentilmente che poiché il cucciolo non ci viene regalato, ma dobbiamo pagare per averlo, siamo "costretti" a tutelarci e a chiedere precise garanzie come avviene per qualsiasi compravendita.
Quindi restiamo fermi nelle nostre richieste, e se non vengono accontentate andiamocene senza accettare compromessi.
Di musetti dolci come quello a cui potremmo rinunciare è pieno il mondo: di truffatori, per fortuna, no.
b) richiedere una garanzia sanitaria (sempre scritta!) di almeno venti giorni. Se il cucciolo fosse in buona salute e regolarmente vaccinato, il negoziante non rischierebbe nulla, fornendola.
Se non vuole farlo, è perché ha la coscienza sporca.

Come ci si può tutelare?
Innanzitutto nel modo più semplice: non comprando cuccioli in negozio né alla fiere, e non comprando cuccioli da nessun sedicente “allevamento” che venda cuccioli di oltre dieci razze.
Allevare è un lavoro impegnativo, difficile, che richiede amore e pazienza: è già difficile farlo con una-due razze. Con dieci è impossibile.
Chi alleva troppo alleva sicuramente male: può essere un “cagnaro nostrano” o un importatore, ma in ogni caso non vi darà molte garanzie di salute, bellezza e carattere. Quindi, meglio evitare in ogni caso.
Se volete un cane a basso costo, se non vi interessa farlo riprodurre, se non vi importa nulla di esposizioni o prove di lavoro…i canili sono ZEPPI di cani di ogni età, sesso, forma e colore che aspettano solo una famiglia.
Perché cercare proprio il cane di razza?
La risposta più classica è : “Perché mi piace esteticamente. E poi perché da un cane di razza so esattamente cosa aspettarmi: so quanto sarà grande, che tipo di pelo avrà, che carattere avrà!”.
Be’…con i cani dell’Est questo non è MAI vero. Il vostro cucciolo, da adulto, somiglierà – questo sì – alla razza di cui vi eravate innamorati…ma non sarà un BEL rappresentante di quella razza e soprattutto non avrà mai un carattere corrispondente a quello descritto dallo Standard di razza. Un po’ perché, dove non c’è selezione, non ci sono neppure risultati (né morfologici, né caratteriali): un po’ perché il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da TUTTI i cuccioli dell’Est causano immancabilmente problemi di carattere.
Tra i cani dell’Est ho già incontrato personalmente Labrador, husky e golden mordaci, rottweiler timidissimi, beagle inavvicinabili dai bambini e così via.

Se nessuno comprasse più i cuccioli dell’Est, quei poverini che fine farebbero?
Questa domanda sembra assai più sensata di quanto non sia…perché in realtà non dovremmo preoccuparci di “salvare dei cuccioli”.
Se nessuno comprasse più cani dell’Est, i negozianti smetterebbero di rifornirsi dagli importatori. Se gli importatori non comprassero più cuccioli, gli allevatori smetterebbero di produrli e si dedicherebbero ad altro.
I cuccioli non vengono al mondo da soli: se nessuno potesse più godere del business a loro legato, si smetterebbe semplicemente di far nascere dei poveri infelici.
Per quanto riguarda quelli già presenti, occorrerebbe SUBITO una legge severa sulle importazioni (legge che NESSUNO sta richiedendo con sufficiente forza: neppure le associazioni animaliste): a questo punto dovrebbe partire una bella indagine sui cuccioli già presenti in Italia. Quelli in perfette condizioni potrebbero essere commercializzati…mentre gli verrebbero sequestrati, affidati a canili sanitari e poi dati in adozione (ma gratuitamente, dopo essere stati curati).
Non so se una legge seria ci sarà mai: noi ci proviamo…ma visto come il Governo ha affrontato il problema dei “cani pericolosi”, ho seri dubbi su quello che potrebbe inventare per arginare il traffico dei cani dell’Est.
Quindi, al momento, le uniche cose da fare per contrastare questo traffico sono due:
a) NON COMPRARE cuccioli nati in un canificio:
b) INFORMARE più persone possibile: parenti, amici…e pure nemici, perché troppa gente ancora NON SA. Ed è così che questo traffico prospera: sull’ignoranza del pubblico…e sulla pelle dei cuccioli.

E’ possibile che un negoziante sia in buona fede, e non sappia cosa si nasconde dietro a questo traffico?
Per quella che è la mia personale esperienza, NO. Non è possibile. Semplicemente perché non è possibile che il negoziante consideri “normale” una percentuale di cuccioli malati e/o morti come quella che riguarda i cani dell’Est.
Tutti i commercianti che finora sono stati messi alle strette, anche se al cliente avevano fatto credere di essere degli ignari angioletti, alla fin fine sono risultati perfettamente consapevoli.
E’ dura farglielo ammettere (è stata dura anche per la Guardia di Finanza, nei casi che ha trattato)…ma finora la realtà pare essere sempre e solo questa: negozianti e cagnari sanno benissimo quello che fanno.

ALCUNE CONSEGUENZE DELLA TRATTA DALL'EST

- recrudescenza della diffusione di malattie che erano ormai praticamente SCOMPARSE dal panorama cinofilo italiano, come cimurro e parvovirosi. I cani dell'Est, debilitati e malnutriti, rappresentano un prezioso serbatoio per questi virus che sono tornati ad appestare le nostre città, diffondendosi a macchia l'olio con gravi conseguenze per TUTTI i cani italiani;

- estrema difficoltà di controllo delle malattie genetiche (displasia dell'anca e del gomito, patologie oculari, patologie cardiache ecc).
Quasi tutti i Club di razza si stanno dando un gran daffare per monitorare e selezionare la popolazione canina, escludendo dalla riproduzione i cani portatori di tare: mentre i cani dell'Est sono quasi immancabilmente affetti da tare genetiche, perché su di loro non esiste NESSUN controllo.
Quando arrivano in Italia e l'ENCI - senza alcun controllo - concede loro un pedigree italiano, questi cani vengono quasi immancabilmente messi in riproduzione dai loro proprietari, a cui fa piacere avere una cucciolata (anche perché persistono dicerie infondate come quella secondo cui la cagna "deve" partorire almeno una volta nella vita) e che ovviamente non hanno idea del danno che possono causare alla razza.
La maggior parte delle persone non sa neppure cos'è il controllo delle malattie genetiche: e non capisce che, se è giusto che il mondo sia dei belli e anche dei meno belli...non è giusto che sia anche dei cani malati, almeno quando si avrebbero i mezzi per evitarlo;

- un'infinità di persone letteralmente truffate e di bambini disperati perché il cucciolo tanto sognato gli è morto tra le braccia dopo pochi giorni;

- sensibile danno per l'allevamento italiano di qualità, che pur affrontando spese ed impegni di grande rilevanza rischia di non vendere i propri cuccioli (sani e tipici).
Perché? Ma perché è considerato "troppo caro"!
Commercianti e cagnari, in realtà, riescono a vendere il cucciolo a qualche centinaio di euro in meno: intanto ci stra-guadagnano lo stesso.
Così gli allevatori seri, per stare almeno nelle spese, devono effettivamente vendere i cuccioli a un prezzo più alto di quello che potrebbero tenere se fossero solo loro a coprire la richiesta nazionale.
Infatti, vendendo di più, potrebbero produrre "un po' di più" : certamente non con i ritmi dei canifici, che oltre ai cuccioli stressano anche le cagne facendole coprire ad ogni calore...ma una cucciolata in più all'anno potrebbero pensare di farla.
E producendo di più e avendo un mercato su cui contare potrebbero abbassare leggermente i prezzi.
In questo modo ci sarebbe anche una maggior produzione di qualità su cui contare e tra cui scegliere i migliori riproduttori, per elevare sempre più il livello della nostra cinofilia.
Mentre oggi capita che allevatori serissimi e coscienziosissimi non abbiano prenotazioni , mentre i cuccioli della stessa razza provenienti dall'Est arrivano letteralmente a carrettate, vanno in vetrina e vengono venduti a ritmi vertiginosi.

CONCLUDENDO:

Se possibile, evitate l’acquisto del cucciolo a Natale: ai vostri bambini regalate una foto della razza che avete scelto, con scritto “Buono per l’arrivo di un meraviglioso cucciolo, non appena l’allevatore sarà pronto per consegnarcelo”.
Ma se proprio DOVETE acquistare il cucciolo sotto le feste, se pensate di non poter sopravvivere un mese in più, se siete assolutamente sicuri che questi siano gli UNICI giorni adatti…allora, vi prego, non comprate cani dell’Est. Per nessun motivo al mondo, qualsiasi favola vi raccontino o provino a raccontarvi.
E se invece avete capito le mie parole, e avete creduto a quella che è semplicemente la verità…parlatene anche con i vostri amici, parenti, conoscenti. Fotocopiate queste pagine e fate opera di volantinaggio.
Spargete la voce più che potete. Perché laddove la legge non arriva a tutelare i cuccioli, forse il passaparola più farlo.

 

 

Articolo di Valeria Rossi pubblicato su   nel mese di GIUGNO 2002

(nb: i prezzi sono stati revisionati all'anno 2007)

MILLE CINQUECENTO EURO PER UN CUCCIOLO?!ma è un furto!!

Chi non ha mai sentito dire questa frase (o chi non l'ha mai detta/pensata in prima persona) scagli la prima pietra.

Eppure, quando si parla di cuccioli di qualità, queste cifre non dovrebbero far inorridire nessuno.
Il fatto è che la gente normale non sa che cosa effettivamente "si paga" in un cucciolo, né quali sono i costi reali che un allevatore deve sostenere.
Qui trovate un primo elenco dei fattori che contribuiscono a formare il prezzo del cucciolo:

1 - Si paga la selezione.
Testare il carattere dei riproduttori e soprattutto la loro salute, ovvero effettuare radiografie per il controllo della displasia ed altre indagini (come le visite oculistiche) per accertare che siano esenti da malattie ereditarie ha un costo.
Fare esposizioni (magari in tutto il mondo) per sottoporre i propri riproduttori al giudizio degli esperti ha un (alto) costo.

2 - Si paga una parte di "rimborso"
per le spese effettivamente sostenute per allevare una cucciolata DOC, che non sono poche e che comprendono:

a) spese mediche per tenere sotto controllo la fattrice durante la gravidanza, per intervenire con eventuale cesareo se il parto non avviene naturalmente, per far controllare nuovamente la fattrice e i cuccioli nei giorni successivi al parto;

b) spese di mangime da svezzamento di alta qualità per i cuccioli, spese per il successivo mangime specifico per "puppy" (sempre di alta qualità), spese relative a vaccinazioni, sverminazioni, tatuaggi.
Queste spese di mantenimento vengono sostenute dall'allevatore fino a due mesi e mezzo/tre mesi, perché il buon allevatore, che vuole darvi un cucciolo DOC, difficilmente lo cederà prima di questa data: sia perché il cucciolo fino a questa età ha ancora bisogno "psicologico" di vivere con madre e fratelli - imparerà le basi della socializzazione, cosa che ci risparmierà possibili problemi di carattere in futuro - sia perché alcuni difetti non sono assolutamente riscontrabili in un cucciolo più giovane.
c) spese relative all'iscrizione dei cuccioli ai libri genealogici.

3 - Si paga l'effettiva bellezza

(anche se sarebbe più corretto dire la "promessa" di effettiva bellezza) del cucciolo.
Un allevamento serio non vi venderà mai a prezzo intero un cucciolo con dentatura imperfetta, o che porta male la coda: ma produrlo, allevarlo e mantenerlo gli è costato tanto come gli altri.
Quindi, in generale, la spesa che sosterrete per il cucciolo DOC comprende (in parte) anche i "rischi di allevamento" consistenti in cuccioli imperfetti che un allevatore serio non può e non vuole vendere (i cagnari sì!), ma che di solito dà in affidamento a titolo gratuito o con un forte sconto.
Ecco i motivi per cui l'allevatore serio, coscienzioso, che fa selezione e dà certe garanzie non potrà MAI tenere gli stessi prezzi di chi produce cuccioli "a caso", e tantomeno di chi compra e rivende cani dal prezzo di base bassissimo, come i cuccioli che provengono dai "canifici" dell'Est.

I CONTI EURO PER EURO
Partiamo dal fatto che io abbia tre cani in età da riproduzione: anche se di solito un allevatore NON ha solo tre cani, perché ci sono anche i giovani (che ancora non portano alcun vantaggio economico) e soprattutto i "pensionati", ovvero i vecchietti che non riproducono più.
Che vuoi farne? Buttarli in mezzo a una strada?
Io non ci penso proprio, perché sono un allevatore che ama i propri cani.
Quindi me li tengo, e loro mangiano proprio come gli altri (e mi costano più degli altri in spese veterinarie, perché i vecchietti qualche acciacchino ce l'hanno sempre).
Comunque, per semplificare le cose diciamo che ho solo tre cani da riproduzione, e buttiamo giù due cifre:

1 - i cani non mi sono piovuti dal cielo: li ho acquistati. Il prezzo di un cane adulto parte dai 2000 euro e arriva…alle stelle. Se li avessi acquistati cuccioli li avrei pagati circa 1500 euro l'uno, ma li avrei anche dovuti mantenere per almeno due anni, e la spesa più o meno si equivarrebbe.

2 - certamente non uso un cane in riproduzione se prima non ho fatto le lastre per la displasia e il controllo delle altre malattie genetiche. I controlli variano da razza a razza, ma diciamo che la media è di due controlli (displasia anca e gomito, oppure displasia e malattie oculari, o ancora displasia ed ecodoppler). Minimo sono 500 euro a cane.

3 - i cani mangiano, vero? Diciamo che uso un mangime da 25 euro al sacco? (non è vero, quello che uso in realtà ne costa 50, ma diciamo che sono un allevatore un po' meno fissato e che ne uso uno più economico). Un sacco da quindici chili, con tre cani, mi dura venti giorni. Fanno circa 450 euro all'anno.

4 - I miei tre cani avranno almeno un problemino di salute all'anno (magari fosse solo uno!)?
Tre visite veterinarie, anche con un dottore che lavora quasi a prezzo di costo, sono 150 euro all'anno.

5 - I vaccini glieli vogliamo fare, sì? 90 euro ogni anno.

6 - La prevenzione contro la filaria la facciamo? E il collare per prevenire le punture di flebotomi, contro la leishmaniosi, glielo vogliamo mettere? 45 euro i collari, 60 euro la prevenzione antifilaria (ogni anno).

7- che i miei cani sono belli e tipici, e che saranno in grado di riprodurre cuccioli belli e tipici, non posso raccontartelo e basta: te lo devo dimostrare.
Quindi li porterò in esposizione.
Se sono proprio "tirato" girerò solo in Italia, ma se ci tengo a mostrare il valore dei miei cani andrò anche all'estero. Allora: da 25 a 50 euro per ogni iscrizione, spese di viaggi, soggiorni, tempo perso eccetera…non quantificabili. Smarronamento, ancor meno quantificabile.

8 - se la mia razza è sottoposta a prova di lavoro, per iscrivere il cane in classe Lavoro (l'unica in cui potrò avere il CAC) devo prendere come minimo un CAL. Se voglio fare un campionato italiano o sociale, in molte razze, mi serve almeno un brevetto di lavoro (in altre me ne servono tre).
Ti do solo un'idea generale: fare un primo brevetto costa intorno ai 1500 euro (ovviamente a cane).

9 - I miei cani sono miei amici, non "oggetti" da cui spremere cuccioli.
Quindi mettiamo pure in conto (visto che glieli compro) giochi, brandine, cappottini (se la razza ne ha bisogno), ossetti, giochetti eccetera. Non quantifico perché c'è troppa elasticità, ma anche queste cose costano.
Sono un allevatore proprio freddo e cinico, e non compro neanche un giochino ai miei cani?
Be', almeno due ciotole ciascuno gliele vogliamo dare, o pensi che butti mangime e acqua per terra?
Una ciotola in acciaio inox costa circa 15 euro. Moltiplica per sei.
Quelle di plastica costano meno? Certo, ma ogni due mesi le devo ricomprare tutte e sei perché i cani le hanno rosicchiate…quindi lasciamo perdere, è meglio.

E adesso…voilà, siamo pronti per far accoppiare i cani. I miei cani, se sono solo tre, saranno ovviamente tre femmine: che me ne farei di un maschio in un allevamento così ristretto?

Quindi:

10 - uno striscio alla cagna lo vogliamo fare, giusto per sapere quand'è il giorno giusto e non fare un viaggio a vuoto? 45 euro

11 - il viaggio non quantifichiamolo, perché posso essere così fortunato da trovare un maschio come voglio io a poca distanza da casa…ma più spesso (e in certe razze è la norma) devo andarmelo a cercare all'estero. Ci perdo anche minimo una giornata, a volte due.

12 - la monta me la devo pagare: non è che un maschio titolato e famoso copra per i begli occhi della mia cagna. Minimo 800 euro.

13 - sarà rimasta incinta la mia cagnina? Ecografia, 80 euro.

14 - quanti cuccioli avrà? Mi serve saperlo, per avere un'idea delle prenotazioni che posso prendere. Radiografia, 80 euro.

15 - una femmina gravida, almeno il secondo mese, mica può mangiare la stessa robetta da quattro soldi che ho deciso di dare agli altri. Almeno in questo periodo (e per altri due mesi di lattazione) passo a un mangime da 50 euro al sacco: e poi aggiungiamo integratori, vitamine, calcio ecc.

16 - arriviamo al momento del parto: tu ti fideresti a lasciar fare tutto alla cagna? Io no.
Presenza del veterinario in allevamento, minimo 80 euro. In alcune razze il cesareo è la norma, in altre no, ma può sempre capitare che qualcosa vada storto e che vi si debba ricorrere. Se capita, almeno 600 euro (sempre con il nostro veterinario che lavora sottocosto, eh? e ovviamente non in ore notturne o giorni festivi!)

17 - Evviva, sono nati 5 cuccioli! Ora bisogna:
a) sverminarli almeno tre volte, circa 40 euro
b) vaccinarli, 30 euro x cinque
c) iscriverli all'ENCI, cca 90 euro
d) tatuarli e/o microchipparli, cca 250 euro

Nel frattempo alla mamma devo fare l'ossitocina post partum e cominciare a integrare la sua alimentazione più di quanto era incinta, perché l'allattamento la "consuma" ben di più.
18 - Verso i 30-35 giorni dovrò cominciare ad aiutare la mamma, dando ai cuccioli il latte in polvere, poi i primi omogeneizzati, poi le pappe da svezzamento.
Una scatoletta di latte in polvere (UNA poppata) costa 2 euro. Sai quante volte mangeranno questi cuccioli prima di essere consegnati ai nuovi proprietari? Non farmi fare il conto, che mi sento male.

19 - è estate, per caso? Ahi, ci saranno pulci e zecche. Protezione per tutti, mamma compresa (e comprese le altre due cagne, poverine): circa 150 euro per ogni mese estivo.

20 - alla mamma (che nel frattempo è stata sverminata, ha continuato a mangiare cibo altamente proteico e altamente costoso e si è presa tutti i suoi bravi integratori), ha un problemino: non le va via il latte. Qui mi sveno di brutto con il Galastop che costa 23 euro al botticino da 15 ml (devo darne un ml ogni 10 kg di peso del cane al giorno: pensa che bello, se allevo alani o mastini napoletani ).

21 - nel frattempo i cuccioli sono svezzati e mangiano come cavallette (mangime puppy, il più caro del mondo, superproteico: ma vogliamo che crescano bene, sì o no?).
Ho già la coda alla porta di clienti in attesa?
Bene, dovrò mantenerli solo per due mesi (se li consegnassi prima NON sarei un allevatore serio).
Non ho la coda alla porta?
E allora può succedere che uno o più cuccioli mi restino in allevamento fino a quattro, cinque mesi…o magari per tutta la vita, perché non sta scritto da nessuna parte che io trovi qualcuno disposto ad adottare un cane già grandicello.

E questo è quanto succede se fila tutto liscio o quasi (il "tutto-tutto" liscio è talmente raro che non mi sembra neanche il caso di considerarlo).
Però possono andare storte MOLTISSIME più cose di quelle che ho descritto.
Esempio di cosa storta-ma-non-troppo: un'infestazione di coccidi. Una compressa di medicinale specifico ogni 4 kg di cucciolo per 5 cuccioli, tutti i giorni. La scatola costa 10 euro e dura due giorni.
Esempio di cosa più storta ancora: due di questi 5 cuccioli sono maschi, ma a uno dei due non scende un testicolo. Devo cederlo in cambio delle sole spese sostenute, perché un allevatore serio non vende cani monorchidi.
Ma il dramma è che adesso so di avere almeno un riproduttore che porta criptorchidismo: cercherò di stabilire se si tratta del padre o della madre, e una volta identificatolo dovrò toglierlo dalla riproduzione.
Se è la femmina, ovvero la mia cagna, ovviamente me la tengo: è mia e le voglio bene. Quindi passerà il resto della sua vita a giocare, dormire….e mangiare, senza più fruttarmi un euro.
Esempio di cosa stortissima: i cuccioli muoiono tutti.
Può succedere, sai? Basta un'infezione virale contro cui è quasi impossibile difendersi.

Concludendo…che dici, sono davvero così tanti 1500 euro per un cucciolo?
 

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